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2° Gruppo di lavoro “Amianto e Sanità”

Coordinatori: Franco Berrino (epidemiologo – Ist. dei Tumori Milano), Claudio Bianchi (Lega

Tumori, Monfalcone), Emilio Pampaluna (ex ENEL di Turbigo, AIEA Lombardia), Alessandro

Marinaccio (registro nazionale mesoteliomi- ISPESL, Roma), Salvatore Nania ( Comitato Permanente ex Esposti Amianto e Ambiente ); Maurizio Cardellini ( AIEA Larderello ), Luca Convertini (ReNaM COR Basilicata );

Iscritti: Edoardo Bai (Legambiente) , Valerio Gennaro ( ISS Liguria ), Vito Totire, AEArs, Simona Menegozzo, Michele Michelino ( Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio ), Stefania Carone;  

 

I problemi che devono essere risolti sono molti, nella fattispecie riguardano le differenze fra regione e regione; non esistono indicazioni univoche. Lo scopo è quello di trovare su ogni problema una risposta sola o almeno risposte non estremamente differenziate fra loro.

a) epidemiologia: registrazione dei mesoteliomi, perché non dei tumori del polmone (da amianto)?

Registrazione degli ex esposti: chi e come

b) sorveglianza sanitaria. E’ l’argomento sul quale ci sono le maggiori differenze. Alcune regioni non hanno attivato nulla, altre hanno programmato una sorveglianza sanitaria con esami sofisticati, quali la TAC spirale, o la ricerca di marker quali la mesotelina e l’osteopontina, altre ancora pochi esami (visita generale, radiografia del torace, spirometria) e counseling.

c) per la diagnosi precoce si riprendono alcuni argomenti precedenti: vale la TAC spirale, vale la ricerca dei marker?, ci sono nuove indicazioni? Occorre però stabilire se s tratta di sperimentazioni o se invece tali pratiche vengono proposte a tutti gli iscritti al Registro degli esposti.

d) Terapie. Tutti hanno diritto ad essere curati anche se alcune malattie sono, allo stato attuale delle conoscenze, inguaribili. Quindi è assolutamente necessario fornire le cure più adeguate per ridurre/eliminare il dolore e fare ricerca per possibili cure efficaci. Occorre vedere a che punto siamo e come indirizzare la ricerca.

e) Riconoscimenti. Occorre uscire dal sistema INAIL. E’ necessario che i riconoscimenti delle malattie professionali come all’origine stabiliva la legge 833/78 siano affidati ai dipartimenti di prevenzione della A-USL.

 

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