ATTI

 

 

L' AMIANTO  NON UCCIDE

 

“il responsabile è chi  ne ha permesso  l'estrazione,  la lavorazione  e l'utilizzo”

 

di Mario Murgia A.I.E.A. VBA ( e-mail murgia_m@yahoo.it )

 

Intervento    al    “CONVEGNO

AMIANTO E QUESTIONE AMBIENTALE

TARANTO 18 APRILE 2009”

 

 

      L'Aiea Vba di seguito riporta la dedica di Ezio Bonanni alle vittime dell'amianto, il più economico e “ miglior termodispersore al mondo “ con le sue conseguenze mortali sui lavoratori e sulla popolazione è frutto di anni di battaglie collettive di uomini e di donne che spesso sono rimasti senza volto e senza nome.

 

 

                  A tutte le  vittime dell'amianto, perchè   

la loro memoria non cada nell'oblio, perchè

abbiano giustizia anche in questa terra.

 

Giustizia e libertà, dignità  e legalità,

esigono una presa di coscienza della tragedia

delle vittime dell'amianto

Per un mondo migliore, veramente giusto ed equo.

 

Affinchè le Istituzioni

levino finalmente la loro voce

nel lungo sonno che suona

come una grave ed inamissibile violazione

 della dignità della persona umana

e dei suoi fondamentiamentali diritti.

                       

                                                                                                              Ezio  Bonanni

 

 

 

          

Premessa

 

·        Così come  non è il terremoto  ad uccidere, ma chi costruisce  in modo insensato e nel disprezzo  della vita altrui;

 

·        Così come non è il proiettile ad uccidere, ma chi  impugna la pistola e spara ;

 

·        Anche l'amianto non uccide , il responsabile è chi  ne ha permesso  l'estrazione  la lavorazione  e l'utilizzo.

 

 

Vengono utilizzate per questo minerale, conosciuto dall'antichità, tante  definizioni, ma per noi è solo un minerale, uno dei tanti minerali che sarebbe stato meglio non estrarlo dalla terra.

 

Amianto, asbesto, ieri “la lana della salamandra”, oggi in molti lo definiscono Killer silenzioso per il suo lungo tempo di latenza, perchè genera un male profondo che non dà speranza a chi purtroppo lo contrae.

 

Qualche altro vorrebbe che fosse, anche, silenziosa la tragedia che sta generando tra i cittadini italiani e, come nelle altre parti del mondo dove insensatamente è stato seminato amianto, si vorrebbe soffocare il dolore che provoca nelle persone che si consumano per aver, purtroppo, contratto una patologia tumorale  e si vorrebbe che fosse anche silenzioso il lamento delle famiglie delle vittime, si vorrebbe che il loro lamento fosse silenzioso come le lacrime.

 

Ma oggi queste lacrime sono tante, è difficile contenerle, perchè è immane la tragedia che sta coinvolgendo tante famiglie italiane e soprattutto le famiglie dei lavoratori che inconsciamente sono venuti a contatto con le fibre o la polvere di questo  minerale non sapendo ciò  cui andavano incontro, queste persone non erano informate del pericolo, hanno  lavorato senza protezioni, non avevano dotazioni di sicurezza; sono lavoratori che contrariamente a quanto sancito dalla Costituzione Italiana non hanno avuto la possibilità di scegliersi un lavoro sicuro.

 

Il silenzio ha alimentato l'omertà, le tragiche conseguenze generate da chi ha permesso la semina di queste fibre sono state racchiuse nelle mura domestiche perchè i tanti casi di neoplasie tumorali che oggi si raccolgono sono dei mali oscuri da non divulgare.

 

Si dice non bisogna creare allarmismi, ma anche questo è il frutto dell'ignoranza  di chi non capisce o non vuole capire che è invece necessario rompere questo equilibrio omertoso che è ancora profondamente radicato nelle nostre regioni.

 

Deve emergere il dolore che ha coinvolto, anche, i lavoratori del meridione perchè, anch'essi sono cittadini italiani ed hanno il diritto di usufruire dei benefici che la Costituzione Italiana ha previsto in questi anni per i lavoratori ex esposti, non si può dire, non ci stanno più soldi, la cassa è chiusa perchè non avete inoltrato la domanda in tempo utile, perchè siete andati in pensione prima della 257 /92, perchè voi lavoratori, anche se non vi è stata riconosciuta la certificazione per i benefici previdenziali, ma se vi è stata diagnosticata successivamente una neoplasie tumorale e magari avete una premorienza, i vostri familiari non hanno diritto ad una adeguata rivalutazione pensionistica perchè voi siete cittadini italiani di un'altra generazione, purtroppo, siete nati nel periodo sbagliato, non interessano le difficoltà che i vostri familiari possono incontrare, vi dovete, come, si suol dire arrangiare.

 

 

 

La cassa è chiusa, non si hanno fondi, perchè abbiamo dovuto correggere alcune ingiustizie presenti nel nostro equilibrio finanziario, abbiamo dovuto giustamente eliminare totalmente la tassa patrimoniale, abbiamo dovuto abolire l'ICI, abbiamo dovuto adeguare gli stipendi dei parlamentari al costo della vita perchè altrimenti non hanno i mezzi per fare il loro lavoro correttamente, dobbiamo altresì pagare le loro profumate pensioni anche se hanno lavorato pochi anni perchè loro sono stati prescelti e non hanno avuto la vostra sfortuna, loro debbono essere gratificati, voi meridionali dovevate svegliarvi prima, non è colpa nostra se l'85% dei benefici ha interessato le regioni del Centro/Nord Italia, i soldi son finiti, la cassa è chiusa, per voi meridionali l'art. 3 della Costituzione Italiana non vale.

 

Per il Meridione è più importante li ponte sullo stretto di Messina, è questa un'opera grandiosa di cui noi dobbiamo essere fieri, resteremo nella storia.

 

Noi comuni cittadini, invece, pensiamo che non si può sfidare la natura e gli eventi.

 

Vorremmo essere aiutati a risolvere i nostri problemi, perchè per avere il riconoscimento di un nostro diritto siamo costretti a passare attraverso le forche caudine, dobbiamo subire un primo giudizio della Contarp-INAIL e fare lunga anticamera per un secondo e terzo giudizio (Sezione Lavoro e Corte di Cassazione).

 

Ricordiamo a queste persone che oggi ci costringono a subire, che per tutti, domani, esiste un giudizio divino.

 

Una persona non viene ricordata, per quello che ha fatto, ma per quello che avrebbe dovuto fare e non ha fatto.

 

Se solo il 15 % dei benefici previsti dallo stato, ha interessato le regioni meridionali ciò è la conseguenza dell'omertà che ha racchiuso le tragedie che in questi decenni si sono consumate, anche, tra i meridionali  ma racchiudendole  nelle mura domestiche.

 

Anche le regioni meridionali hanno avuto il max sviluppo industriale tra gli anni 60 ed  80 e, come le altre regioni nazionali sono state interessate dalla massiccia semina di fibre cancerogene di amianto, ma con un'aggravante :

 

·        al Nord si estraeva, si sfaldava, si crevano i manufatti in fibra di amianto e, ciò avveniva negli anni 50÷60, avevamo a Bellangero  la più grossa miniera di amianto crisotilo della Comunità Europea. Quando, non bastava si importava dal Canada o da altre nazioni per permettere alle multinazionali americane ed alle nostre consociate di esportare in tutte le altre regioni italiane i manufatti, pur sapendo che negli Stati Uniti l'utilizzo, di detto minerale stava generando le conseguenze di cui oggi parliamo (anni 30-patologie polmonari; anni 60 neoplasie pleuriche amianto-correlate).

·        Le nostre Regioni in cambio di questa semina di morte davano utilities primarie : legname, acqua, gas, e oggi petrolio, … tanto petrolio, troppo petrolio, attenti a quanto se ne estrae, attenti a  come lo si estrae, attenti a ciò che si immette nell'ambiente ..: Il petrolio della nostra regione non è una riserva infinita utile a risolvere i problemi energetici di tutta l'Italia, può finire, può finire come il gas e poi ?,

·        Poi sarà compito della Regione, risolvere i problemi ambientali, e pagare le spese sanitarie per le conseguenze dell'inquinamento, ma non importa è prioritario risolvere l'emergenza energetica nazionale.

·        Ed i meridionali, se vogliono lavorare debbono fare la valigia ed espatriare, chi vuol lavorare il lavoro lo trova. Il petrolio, non è un bene regionale, come non lo è stato il legname, il gas e l'acqua; è un bene nazionale e come tale deve essere utilizzato, poco importa se questa estrazione è selvaggia con più perforazioni, perpendicolari, oblique, trasversali l'importante è estrarre. Si potrebbe ridurre l'impatto ambientale, sfruttando l'energia contenuta nei gas di desolforazione, ma si dice costa ed impegna troppo.

·        Veniamo trattati come il terzo mondo, con il dovuto rispetto per loro, perchè sono stati privati delle loro tradizioni e della loro cultura e sono stati costretti, per salvarsi dai genocidi, ad espatriare.

·        Ci lamentiamo, se poi vengono da noi, come qualcuno si lamenta che poi  sono troppi i meridionali che vanno al Nord; si lamentano perchè non parlano bene l'Italiano, perchè hanno una cultura diversa.

·        Noi meridionali dobbiamo dare loro le nostre materie prime per le loro industrie ed in cambio noi dobbiamo accettare le loro scorie, i residui inquinanti delle loro industrie, le nostre utilities debbono essere merce di scambio per le loro esigenze.

·        Bisogna smetterla, la vita delle persone del meridione non è merce di scambio, bisogna fare emergere le reali conseguenze generate dall''utilizzo  e nel disprezzo dello nostra vita di tante sostanze cangerogeniche come le fibre di amianto.

·        Bisogna far emergere le responsabilità di chi ha permesso ciò.

 

E' troppo generico e sa di sabbiatura parlare di responsabilità del Governo Italiano.

 

La responsabilità, come le affermazioni poste in premessa, hanno un nome.

 

Non il Governo, ma i Governanti hanno permesso alle multinazionali americane di spostare i loro raccolti di morte nella Comunità Europea ed i governanti italiani sono stati quelli più accondiscendenti.

 

I Governanti responsabili non debbono essere tutelati, sono come dice la Costituzionone Italiana uguali a noi comuni cittadini e, come tali, se hanno delle responsabilità debbono pagare.

 

In italia, siamo specialisti per le sabbiature e nell'insabbiare, siamo prodighi solo quando c'è un'emergenza perchè dobbiamo stare al centro dell'attenzione, ma quando finisce tutto tace e  va nel dimenticatoio.

 

Il terremoto distrugge in un attimo ciò che l'uomo, incurante della vita altrui, costruisce senza rispettare le leggi della fisica, con un solo fine “ il Lucro ”, un benessere momentaneo, mentre chi ha permesso l'utilizzo dell'amianto è responsabile, oltre della premorienza di tanti cittadini anche della sofferenza che ha  accompagnato la vittima ed i suoi familiari nel  suo calvario.

 

L'amianto ti corrode lentamente nelle parti vitali più interne e se hai la fortuna di soppravvivere ti lascia un'invalidità che ti segna per il resto dei tuoi giorni.

 

Era una tragedia annunziata, prevedibile, ed ancora oggi non so se per ignoranza culturale o voluta non si fa rispettare ciò che la legislazione italiana, per di più in ritardo e dopo le condanne della Comunità Europea,  ha previsto in materia di esposizione all'amianto.

 

I nostri governanti, sanno che l'Italia è stata la nazione della Comunità Europea che più ha consumato amianto, conoscono i risultati degli studi epidemiologici effettuati e, conoscono, anche, i risultati delle elaborazioni statistiche previsionali sulle tragiche conseguenze che l'esposizione alle fibre di detto minerale hanno generato e produrranno nel prossimo decennio, quando si manifesterà il picco dei mesoteliomi (per il 2009 previste ca. 5000 vittime,  per l'anno  2015 ca. 15000).

 

Le proiezioni per il prossimo decennio sono spaventose e si conoscono anche fin troppo bene quali potrebbero essere gli esborsi.

 

Mentre in Francia, pur avendo avuto  un'impatto ambientale conseguente alla presenza fibre di amianto notevolmente inferiore rispetto a quello dell'Italia, per il minor consumo di manufatti in fibra di amianto, si rendono disponibili ca. 500 milioni di euro fin dal 2002 per il finanziamento del fondo vittime amianto, in Italia ancora non è stato deliberato il decreto attuativo per i 30 milioni di euro (parte dei 50 milioni di euro previsti dalla legge n. 244 del dicembre 2007, promulgata dal governo Prodi nella Legge Finanziaria per il 2008).

Continua l'ambiguità dell'intervento normativo successivo alla 257 /92 ed è evidente che, in conseguenza di una certa linea di interventi finanziari e di corretti stanziamenti previsionali, si stanno creando squilibri nelle norme che comportano il riconoscimento dei diritti sociali, quali quelli di carattere assistenziale e previdenziale creando disparità di trattamento tra i lavoratori, in contradizione con l'art. 3 della Costituzione Nazionale  e  articolo  1 prot. 1 CEDU e artt. 2, 8 e 14 CEDU.

Tali considerazioni pongono in luce che, nell'esercizio della politica sociale nazionale è più importante l'esigenza di salvaguardia dell'equilibrio di bilancio rispetto ai danni derivanti dall'impiego di sostanze nocive come l'amianto e, quindi, il bene comune non rappresenta più l'obiettivo al quale si debba indirizzare l'iniziativa politica.

Tutto ciò, inoltre, avalla la mancata volontà da parte dell'INAIL di riconoscere nei fatti i diritti sanciti dalla Legislazione nazionale, sia per il riconoscimento dei benefici previdenziali che per il riconoscimento dell'origine professionale dei tumori da amianto e/o di altre patologie simili connesse alle sostanze utilizzate negli ambienti di lavoro.

 

Siti Industriali della Val Basento,  provincia di Matera

 

Questa lunga e cruda premessa era doverosa prima di entrare nel merito della vertenza che i lavoratori ex esposti della Valbasento stanno conducendo dal lontano 2001, ed è assurdo che emerga oggi, che solo tra i dipendenti diretti della ex EniChem di Pisticci, abbiano contratto patologi tumorali oltre 137 persone  rispetto ad una forza lavoro massima 3000 persone (elenco provvisorio, ottenuto con il passa parola tra i lavoratorii) e, purtroppo, oltre 106 compagni  hanno avuto la premorienza; nel reparto Polimerizzazione / Fibra Poliammidica  è venuta a mancare ca. il 25% della forza lavoro massima che ha prestasto servizio, nel reparto Polimerizzazione Poliestere hanno avuto la premorienza 4 addetti caldaie su un totale di  6 addetti.

Sono da sottolineare casi di premorienza e di acquisita patologia tumorale tra lavoratori Funzionari e Dirigenti che hanno prestato servizio presso Uffici e Reparti di Staff agli impianti di Produzione ( Ufficio acquisti / Magazzino Centrale, Materie Prime, Ufficio Tecnico, Reparto AMMI - Sezione Dogana e Movimentazione, Centro Ricerche, Laboratori Centrali, Sicurezza ed Igiene ambientale, Sezione distribuzione fluidi e Trattattamento acque, ...etc. ).

 

Considerando che, tra dipendenti diretti dell'ex EniChem e le maestranze dell'indotto, nello stabilimento di Pisticci Scalo hanno prestato la loro opera  ca. 5000 persone , è spaventoso ipotizzare quali potrebbero essere le proiezioni delle possibili conseguenze generate dall'utilizzo di sostanze ad effetti cancerogenici come le fibre di amianto.

 

L'Ente Tecnico dell'INAIL, incaricato al rilascio delle certificazioni utili al riconoscimento dei benefici previdenziali, nonostante, la notevole documentazione prodotta (di seguito evidenziata) sia dai lavoratori, dai loro rappresentanti, dal Dipartimento Provinciale del Lavoro, dalle USL, che dalle CTU emesse su mandato della Sezione Lavoro del Tribunale di Matera ed ha escluso i lavoratori ex esposti dei principali impianti chimici dove si utilizzava massivamente manufatti in fibra di amianto e di tutti i servizi ed  Uffici di Staff agli impianti di Produzione.

 

 

CONCLUSIONI

 

1) -       L'Aiea Vba alla luce di quanto sopra e di quanto  riportato nel  dettaglio,

  

Chiede  al  Prefetto

 

·        di promuovere un incontro: con il Dipartimento Provinciale del Lavoro, con le ASL territoriali, con il Renam Cor del Dipartimento Sanitario Regionale, con l'Ispesl territoriale,  con le OO.SS. Regionali e con Aiea Vba, al fine di valutare congiuntamente la necessita di promuovere una commissione tecnica atta ad analizzare se da parte della Contarp-Inail vi sia un abuso di “Atti di Ufficio”, perchè è Scienza Applicativa Industriale che tutti i processi per la produzione di polimeri fusi per uso tessile e dei relativi processi di trasformazione in manufatti intermedi (Reparti di Filatura, Stiro, Testurizzazione/Orditura, ...etc), come quelli dell'EniChem di Pisticci, di Ottana, della Cucirini di Ferrandina, della Meraklon di Terni, della Nero Montoro di Terni, della Montefibre di Marghera,..... etc , hanno utilizzato equivalenti o simili apparecchiature, macchinari, sistemi di protezione in assoluto ed  individuali (D.P.I. in tessuto di fibre di amianto), sistemi di coibentazione e protezione delle strutture e infrastrutture impiantistiche protette con fibre in amianto floccato (espressamente richiesto dalle normative di prevenzione  incendi, allora vigenti,  per migliorare la resistenza al fuoco delle strutture metalliche in funzione del carico di incendio gravante sulla  struttura).

            Quanto detto è conosciuto da tutti gli ispettori degli Enti preposti al controllo della prevenzione,             della  sicurezza  sia dei lavoratori che degli ambienti di lavoro.

 

 

2) -       L'Aiea  Vba  nella consapevolezza  :

 

  • delle responsabilità istituzionali della Regione Basilicata che il Governo Nazionale Le ha conferito con le disposizioni del D.Lgs. n. 496 /1993, convertito e reso applicativo con le modificazioni , dalla Legge  n. 61 del 21 gennaio 1994 e, che con la Legge Regionale n. 27 del 19 maggio 1997, la Basilicata,  per rendere attuative le disposizioni nazionali e successivamente dell'ANPA, ha istituito l'ARPAB da cui dipende , anche, la struttura Regionale Amianto che opera a supporto dei Dipartimenti di Prevenzione delle ASL.

 

  • che la Regione Basilicata ha maturato un'esperienza significativa sulle modalità di monitoraggio e di intervento sull'inquinamento ambientale, avvalendosi, anche, della collaborazione dell'Istituto di Metodologie per l'analisi Ambientale (Imaa) nel progetto per accertare e monitorare lo stato globale di inquinamento ambientale da fibre di amianto della Regione al fine di individuare le situazioni di pericolo effettivo da risanare con urgenza.

 

Chiede  alla  Regione  Basilicata :

                                                          

2a) -     L'ottemperanza di quanto previsto dalla Legge n. 257 del 27 marzo 1992 “Norme per la cessazione             dell'impiego dell'amianto” e,  disponga per cartografare la presenza di amianto nei siti industriali della     Val Basento (siti attivi e dismessi) al fine di definire le situazioni di pericolo prioritarie e di stabilire gli            interventi di ripristino ed, al fine di far prendere coscienza alla cittadinanza delle conseguenze che le     fibre cancerogene di amianto possono generare :

  • Pianificare incontri, con scadenza annuale, con le Parti Sociali, con le Istituzioni  e con  AIEA VBA, per evidenziare lo stato di avanzamento dei piani attuativi Regionali per la Salute, la Sicurezza e Solidarietà Sociale e dei Servizi alla Persona ed alla Comunità;
  • Impostare il “Piano Informativo Regionale “ rivolto alla popolazione sulle attività svolte, sui dati rilevati e sugli interventi effettuati sul tema amianto.

Per tale piano informativo, poniamo come riferimento quanto disposto in merito dalla Regione Lombardia. :

      - Portale Internet per l'informazione al cittadino ed agli operatori del settore sui PRAL (Piano          Regionale Amianto Lombardia). Il sito deve essere rivolto alla popolazione, ai proprietari di immobili       con presenza di amianto, alle aziende addette alla rimozione ed allo smaltimento ed ai gestori delle       discariche specializzate.

            - Incontri, opuscoli e comunicati da diffondere tramite mass-media finalizzati ad informare e creare la             consapevolezza  nella popolazione dei problemi  relativi all'amianto.

            - Schede informative tipo, da fornire ai Comuni, quale supporto ad iniziative locali di informazione e             coinvolgimento della popolazione.

            - Protocolli per  modalità di verifica dello stato di conservazione dei manufatti in amianto Eternit   presenti nelle comunità territoriali e,  attivare fondi per le eventuali rimozioni e smaltimento a discarica   specializzata.

-  Istituzione di sportelli -amianto,  Provinciali  e Comunali, messi  al servizio del cittadino  per le informazioni e le pratiche di avvio a discarica autorizzate dei manufatti  in amianto Eternit (serbatoi acqua, grondaie, superfici ondulate,...etc.).

 

2b) -     Avviare una “Indagine Sanitaria” per :

 

  • Conoscere  le reali conseguenze generate dall'utilizzo           dell'amianto e/o di altre sostanze cancerogeniche nelle attività industriali della Val Basento, come  da Decreto 27 aprile 2004 “Elenco delle malattie per le quali è obligatoria la denuncia, ai sensi e per gli  effetti dell'art. 139 del testo unico, approvato con decreto del Presidente della Repubblica il 30 giugno 1965, n. 1124 e, successive modificazioni e integrazioni  (GU n. 134 del 10.06.2004);
  • Rendere attuativo il protocollo di intesa per la realizzazione delle Attività di Sorveglianza Sanitaria dei lavoratori ex esposti- amianto, la cui bozza,  elaborata dalle parti sociali del Gruppo di lavoro per la tutela dei diritti dei lavoratori esposti all'amianto nei siti industriali della Val Basento (MT), è stata trasmessa al Dipartimento Salute, Sicurezza e Solidarietà Sociale, Servizi alla Persona ed alla Comunità, Racc. n. 13594253182-4 del 18.12.2008.

 

            - L'indagine sanitaria deve coinvolgere  tutti gli ex dipendenti e/o i dipendenti, come da libro matricola,     dei siti industriali produttivi insediatesi nell'area territoriale Salandra – Ferrandina – Pisticci (siti attuali     e/o dismessi), perchè, considerato il lungo tempo di latenza delle  patologie  tumorali legate          all'esposizione alle fibre cancerogene dell'amianto (da 15 a 40), non si conoscono quali saranno le            ricadute finali della tragedia che sta coinvolgendo gli ex e/o i lavoratori della Val Basento e, riteniamo   che, solo con forme di monitoraggio preventivo in funzione di sorveglianza sanitaria e di diagnosi    precoce  si può cercare di evitare la degenerazione di malattie correlabili all'amianto e dare una             speranza a chi, purtroppo, ha contratto una patologia  maligna e non lo sa.

 

            - Verificare la necessità e la possibilità di estendere  l'Indagine Sanitaria, anche, a tutti i cittadini    della             frazione comunale di Pisticci Scalo, di Macchia di Ferrandina e di tutte le Comunità prospicenti ai siti             industriali  ed alle discariche  di materiali inerti (vedi  Studi Epidemiologico  A.O. Monaldi di Napoli,             allegato 10).

 

L'Aiea Vba propone  :

 

2c) -     L'istituzione  di un fondo Regionale per i familiari della vittima che ha avuto la premorienza, attingendo    alle royalties rivenienti dalle estrazioni petrolifere fatte dal Gruppo ENI nell'area geografica dell'asse     Salandra – Ferrandina – Pisticci.

 

 

L'Aiea Vba alla luce di quanto sopraesposto e di quantodi seguito  riportato  nel dettaglio,

 

Chiede  al  Ministero  del  Lavoro  ed  alla  Regione  Basilicata :

 

3) -       che, anche, lo stabilimento ex EniChem di Pisticci Scalo, venga inserito negli Atti di Indirizzo        Ministeriali previsti per i lavoratori che sono stati interessati all'esposizione di fibre di amianto,            prevedendone l'estensione dei tempi di applicazione così come previsto dal Decreto attuativo    (12.03.2008) della Legge 24.12.2007, n. 247, articolo 1, commi  20, 21 e 22 ed  ex art. 3 della           Costituzione della Repubblica  Italiana  e art. 1 prot. 1 CEDU e artt. 2, 8 e 14 CEDU.

 

4) -       la riapertura dei termini, con l'emanazione di un Decreto, al fine di permettere alla maggior parte dei             lavoratori ex esposti , diretti dipendenti dell'EniChem  ed indiretti, che hanno prestato servizio  nello              stabilimento  di Pisticci alle dipendenze delle ditte Appaltatrici dei lavori di servizio e di supporto allo       stesso stabilimento e, che non hanno presentato entro il 15 giugno 2005 la richiesta per la            certificazione INAIL, necessaria per il riconoscimento dei benefici previdenziali.

           

            Per un diritto di eguaglianza  tra i lavoratori dello stesso stabilimento .

 

 

Chiede a sua Eccellenza “ Presidente della Repubblica “ :

 

 

5) -      di  suffragare, la richiesta di riconoscimento dei benefici che il Governo Nazionale dispone per             le “Morti Bianche sul Lavoro”, a tutte le famiglie dei lavoratori dei siti industriali della Val             Basento ex esposti,  che ha pche hanno avuto la premorienza  per  patologie tumorali.

 

 

 

Vertenza  Amianto dei Siti Industriali della Val Basento,  provincia di Matera

 

Così come riportato a pagina 10 della premessa, l'Ente Tecnico  dell'INAIL, incaricato al rilascio delle certificazioni utili al riconoscimento dei benefici previdenziali, nonostante, la notevole documentazione prodotta (di seguito evidenziata) sia dai lavoratori, dai loro rappresentanti, dal Dipartimento Provinciale del Lavoro, dalle USL, che dalle CTU emesse su mandato della Sezione Lavoro del Tribunale di Matera, non  ha mai accettato una discussione tecnica ed ha escluso i lavoratori ex esposti dei  principali impianti chimici, dove si utilizzava massivamente manufatti in fibra di amianto riconoscendo solo pochi addetti dell'Area Filo e qualche posizione della Centrale Termoelettrica.

 L’INAIL non può giustificarsi, continuamente, con la prova provata, fornita da un unico interlocutore (Syndial), ex Enichem che da diverso tempo ha abbandonato la ValBasento e, non può continuare a ritenere unico testo valido quello dichiarato dall'ex EniChem nel suo documento “Relazione tecnica relativa all’esposizione all’amianto del personale aziendale”, datato Pisticci, li 05.08.1998, che di seguito alleghiamo.

Dimostrazione di quanto sia riduttivo detto documento, lo dimostrano alcune figure professionali “Tecnici di Processo”, per i quali l’ex Enichem, erroneamente, aveva dichiarato che essi operavano negli Uffici Direzionali, mentre, invece, a seguito della ristrutturazione aziendale di fine 1976, essi erano stati inseriti nella struttura gestionale degli impianti di produzione ed intervenivano operativamente, così come le altre figure professionali (Capi-reparto, Assistenti giornalieri e/o capi-turno giornalieri, Capi-turno ed i Responsabili della manutenzione di impianto), nei processi produttivi per il raggiungimento degli obiettivi quali-quantitativi della società ex EniChem.

Sono  da sottolineare casi di premorienza e di acquisita patologia tumorale tra lavoratori Funzionari e Dirigenti che hanno prestato servizio presso Uffici e Reparti di Staff agli impianti di Produzione ( Ufficio acquisti / Magazzino Centrale, Materie Prime, Ufficio Tecnico, Reparto AMMI - Sezione Dogana e Movimentazione, Centro Ricerche, Laboratori Centrali, Sicurezza ed Igiene ambientale, Sezione distribuzione fluidi e Trattattamento acque, ...etc. ).

 

Documentazione di riferimento, allegata

 

1.0) - Relazione Enichem 1998, che rileva la ricezione nel magazzino Centrale di manufatti di amianto e la loro presenza negli impianti, omettendo però di citare le polimerizzazioni degli impianti Poliammidico e   Poliestere dove invece era massiva l'utilizzo dei manufatti in fibra di amianto, come riportato in seguito             nei  punti  3 e 4, ( all. n. 1 ).

2.0)            - Documento AIEA VBA  n.1 del 16 febbraio 2009, “Vertenza amianto Val Basento” con citazione al      punto  9 - documento agli atti delle Parti  Sociali, degli Enti (nazionali, regionali e provinciali),  delle          Istituzioni, delle OO.SS. (nazionali, regionali e provinciali) e del Presidente della Repubblica,

      ( doc. agli Atti ).

3.0) - Documento prodotto dal Consulente tecnico d'ufficio (CTU) ingegner FRANCO, dopo visita ispettiva   effettuata il 20 Novembre 2007 nel sito industriale ex Enichem di Pisticci ed in particolare nell’impianto     Pam/Pol, visita effettuata in presenza del CTP e dell’avvocato Inps, che evidenzia la massiva presenza di amianto nell’impianto fermo dal 2000. La relazione del CTU riporta, inoltre, documenti r         elativi alle bonifiche effettuate nel sito industriale che sono agli atti nell' Ausl  di Montalbano,

      ( all. n. 2 ).

4.0) - Documento prodotto dal Consulente tecnico d'ufficio (CTU) dott. Santino BIFULCO, emessa il           16.12.2005 su mandato del Tribunale di Matera, dove si evidenzia l’ambiente di lavoro dell’impianto         Poliestere di Pisticci Scalo, ( all. n. 3 ).

             In questo documento si evidenzia :

·        fino al 1993 non sono state effettuate indagini per il rilievo di concentrazione in fibre di amianto negli ambienti di lavoro;

·        nello stesso documento si riporta  una  descrizione del processo produttivo dell'impianto poliestere e la presenza dell'amianto nelle sue varie forme e specie (la polimerizzazione poliestere era l'impianto più complesso dello stabilimento, le temperature di esercizio erano intorno ai 300°C ed il calore necessario per la reazione  veniva fornito  con l'utilizzo di vapore a 65 bar,  21 bar e  6 bar  e tramite olio diatermico primario e secondario riscaldato a temperature comprese tra 300÷ 340 °C tramite tre caldaie alimentate a metano e/o a gasolio).

5.0) - Certificazioni prodotte dal Dipartimento Provinciale del Lavoro di Matera, a seguito di richieste fatte    dai lavoratori per il riconoscimento delle loro mansioni e la descrizione dell'ambiente di lavoro dove      operaravano,  e delle testimonianze da parte dell'ex Dirigenza dello stabilimento di Pisticci.

                  Tipo : M.L.  prot. n° 9199 del mese ottobre 2007, prot. n° 202223 del settembre  2008, ( all. n. 4 a-b ).

6.0) - Sentenze 1° grado emesse dalla Sez. L. del Tribunale di Matera, e ricorso INPS ( all. n. 5 a-b-c ) :

      Sent.  N° 41, R.G. n° 976/2005, cron. N° 1264, del  28.01.2009;

      Sent. N° 817, R.G. n° 351/2006, cron. N° 6821, del 28.11.2008;

      Ricorso INPS alla Corte di Appello di Potenza , del 27 febbraio 2009 :

      INPS vs Sent.  N° 817 / 08, dep. Il 16.12.2008 e not. Il 30.01.2009.

7.0) - Documento n. 2 Aiea Vba, del 11 marzo 2009, che riporta agli atti  le relazioni tecniche elaborate da Mario MURGIA (Presidente Aiea Vba) per il Gruppo di lavoro per la tutela dei diritti dei lavoratori    esposti all'amianto nei siti industriali della Val Basento, documenti agli atti delle Parti  Sociali, degli       Enti (nazionali, regionali e provinciali),  delle Istituzioni, delle OO.SS. (nazionali, regionali e provinciali)       e del Presidente della Repubblica, ( doc. agli Atti ).

8.0) - Documento  “ I siti industriali della Val Basento (basso Basento) e l'EniChem di Pisticci Scalo” del 18             aprile 2009, elaborata Aiea Vba e presentata al Convegno Puglia-Basilicata, tenuto nel Salone  di            rappresentanza della Provincia di Taranto, ( all. n. 6 ).

9.0) - Relazione peritale (CTP) del Tribunale di Terni,del 22 settembre 2003, a cura del dott. Fabio BASETTI relativo ad un sito industriale i cui impianti erano equivalenti a quelli per la produzione di fibre sintetiche del sito industriale di Pisticci (la fibra sintetica Alkantara prodotta nello stabilimento della Nera Montoro di Terni era un mix di polimero Poliestere e Poliammidico prodotti nello            stabilimento di Pisticci), ( all. n. 7 ).

10) - Relazione Inail-Contarp che certifica l'esposizione dei lavoratori dell'impianto di produzione fibra        Poliammidica della Meraklon di Terni; impianto uguale agli impianti dell'Area Filo Poliestere e     Poliammidico dello stabilimento di Pisticci.

      Detta documentazione è agli atti della Prefettura, della Contarp-Inail, della Direzione Provinciale del Lavoro e delle OO.SS. di Matera.

11) - Relazione del CTU ing. Maurizio FRANCO, elaborata su mandato della Sezione Lavoro del Tribunale             di Matera, Giudice dott. Roberto Spagnolo, per un dipendente della P.N.T., sito al Borgo Macchia di             Ferrandina (MT); Ruolo sezione n. 1231 /2003, ( all. n. 8 ).

12) - Relazione “Analisi del ciclo di produzione nastri e foflie”, del marzo 2006, a cura della RSU P.N.T. Di Ferrandina, a cura della RSU, con la consulenza tecnica dell'ing. Leonardo RECCHIA, ( all. n. 9 ).

13) - Studi epidemiologici come quello effettuato dal Monaldi di Napoli, coordinato dal professor Gerardo Ciannella hanno dimostrato che tra la popolazione vicino alla discarica di Chiaiano, dove sono state rinvenute 10 mila tonnellate di manufatti in amianto (molto Eternit che contiene il 12÷20 % di fili di amianto puro), hanno contratto il mesotelioma pleurico oltre 355 persone, patologia quasi al 100 %            riconducibile all’esposizione amianto, ( all. n. 10 ).  

      Tali studi, dichiara il professor Ciannella, sono all’attenzione di diverse nazioni della Comunità Europea.

      Nasce una prima domanda :

     

       Visto che lo studio ha dimostrato quanto accaduto nelle vicinanze di una discarica, quali sono le reali conseguenze tra i lavoratori degli impianti di produzione che hanno prestato servizio in un ambiente saturo di fibre di amianto?.

 

      Nel caso specifico infatti, bisogna tener conto che sia la polvere sia le stesse fibre erano aereo-disperse dalle continue e innumerevoli perdite di vapore, dall’utilizzo d’aria compressa e dal movimento d’aria ascensionale che si creava nelle strutture degli impianti chiusi per evitare dispersioni di calore, che quindi, privi di espulsori, per effetto camino impedivano alle fibre di depositarsi restando in sospensione e saturando l’ambiente di lavoro.

14) - Intervento del Prof. Raffaele MOLININI, Direttore U.O. Medicina del  Lavoro Policlinico di Bari,             durante il Convegno “Amianto e questione ambientale” tenuto nel Salone di rappresentanza della      Provincia di Taranto il 18 aprile 2009.

15) - INAIL Basilicata : “Rapporto annuale regionale 2004”, estrapolazione paragrafi M.P., ( all. n. 11 ).

16) - INAIL Basilicata : “Rapporto annuale regionale 2007”, estrapolazione paragrafi M.P., ( all. n. 12 ).

17) - Prospetti ed elaborazioni grafiche Aiea Vba dei dati consuntivi Inail al 2007, ( pag. 19 a-b-c-d-e-f ).

18) - Registro Mesoteliomi Lombardia, settimo rapporto attività 2007, ( all. n. 13 ).

19) - Protocollo sanitario CVM chimica Ferrandina del 2000, ( doc. agli Atti ).

20) - Protocollo sanitario 2006, ( doc. agli Atti ).

21) - Proposta Protocollo Sanitario del 15 dicembre 2008, elaborato dal Gruppo di lavoro per la tutela dei diritti dei  lavoratori ex esposti della Val Basento, ( all. n. 14 ).

22) Prospetti Aiea Vba, ottenuto con il passa parola tra i colleghi e compagni di lavoro dipendenti diretti     dell'ex EniChem di Pisticci Scalo, riportante :

  • l'elenco incompleto di possibili casi di M.P. generate da sostanze, con probabili effetti cancerogenici come quelli prodotti dall'amianto, utilizzate negli impianti di produzione, ( pag.10 a-b ).
  • L'elenco incompleto dei colleghi e dei compagni di lavoro che hanno avuto, purtroppo, la premorienza per  probabile esposizione  alle  sostanze suddette, ( pag.10 c-d ).

 

 

Considerazioni  e Denunce

 

Considerazioni  sui documenti di riferimento

 

Di seguito riportiamo alcune considerazioni sulla documentazione sopra elencata.

       1.0) - Il  primo si compensa, anche, nelle considerazioni.

2.0) - Come sopra.

3.0) - L'ing. Maurizio FRANCO, oltre, al documento riportato al punto 3, ha elaborato relazioni CTU su         mandato della Sezione Lavoro del Tribunale di Matera, relative agli altri impianti di produzione dello         stabilimento di Pisticci. L'ing. FRANCO, per evidenziare l'esposizione dei lavoratori alle fibre di amianto fa ricorso anche al programma “Amyantt” della Contarp-Inail.

4.0) - A rafforzare quanto già riportato nel punto 4 dell'elenco doc. si evidenzia : ”Il lay-out della Centrale

      termoelettrica dello stabilimento di Pisticci era stato realizzato, soprattutto, per quanto riguarda la produzione del vapore   ad alta pressione ad esclusivo servizio dell'impianto Poliestere”. 

5.0) - L'Aiea Vba, evidenzia che, il Dipartimento Provinciale del Lavoro ha rilasciato i certificati di           adeguati curricula professionali previe indagini e sopralluoghi nei siti industriali, nonché, dopo appapprofondita consultazione dei Dirigenti degli stabilimenti.

      Si  evidenzia, altresì, che anche,  tra le figure professionali  (Dirigenti, Responsabili di Impianto e

      Tecnici) si sono registrati diversi casi  di patologie tumorali, nonché, purtroppo, casi di premorienze.

       6.0) - Le sentenze favorevoli di 1° grado ( ad oggi emese 42 sentenze favorevoli), finora ragione ai lavoratori ex esposti ricorrenti contro l'INPS, dopo un lungo iter giudiziario (finora 5 anni dalla  fase istuttoria) e, ancora non  definito. L'Aiea Vba  richiama, a tal riguardo, il rispetto delle disposizioni  date dalla Corte Europea sui tempi relativi alla durata dei processi, max 3 anni .

7.0) - Al doc. 2 Aiea Vba, che l'Associazione Vba Vi ha trasmesso in data 11 marzo 2009,  sono stati

       allegati la seguente documentazione :

·        “Valutazione del rischio amianto ex EniChem di Pisticci Scalo”, del 25 giugno 2008, (come è possibile calcolare l'esposizione amianto tramite il programma “Amyant in utilizzo alla Contarp-Inail);

·        “Indebita introduzione Giurisprudenziale di valori di esposizione all'amianto per il riconoscimento dei benefici previdenziali”, del 07 ottobre 2008, (Sentenza n. 5 del  2000 emessa dalla Corte Suprema Costituzionale  con riferimento ad uno degli articoli caposaldo della Costituzione Italiana, l'art. 3; articolo  che condanna ogni diseguaglianza e sperequazione, capace di rimuovere ogni ostacolo di ordine economico  e sociale  che possa limitare e mortificare la persona umana tutelata in quanto tale);

·        “Le patologie legate all'amianto”, del  22 novembre 2008, (Calcolo della concentrazione cumulativa in fibre di amianto / cc aria, a cui i lavoratori dello stabilimento ex EniChem di Pisticci sono esposti durante la loro vita lavorativa; sistemi di calcolo : a) tramite la formula del rischio, b) tramite il n. casi di neuplasie maligne dichiarate (mesotelioma pleurico e carcinomi polmonari), rapportate vs 1.000.000 di persone secondo gli studi epidemiologici elaborati da “Ann. Ist. Super Sanità 2004;40 (2):251-265”).

 8.0)  - Documento a supporto della vertenza.

9.0) - Le sentenze della Sezione Lavoro del Tribunale di Terni mettono in evidenza la discriminazione che vi è tra stabilimenti simili e che tra l'altro erano in sinergia tra di loro per l'utilizzo degli stessi polimeri tecnici(polimero poliammidico e poliestere), prodotti nello stabilimento di Pisticci e traformati in prodotto finito nello stabilimento della Nera Montoro di Terni, utilizzando macchinari ed apparecchiature simili a quelle che venivano utilizzate nei reparti di filatura di Pisticci per la produzione dei suoi prodotti finiti.

10) - Vale quanto detto al punto 9, con l'aggravante che quanto evidenziato per l'impianto della Meraklon di Terni è stato certificato dall'ente tecnico  Contarp-Inail a seguito di ispezioni sul sito produttivo in contemplazione del mandato del Ministero del Lavoro, contrariamente a quanto si è verificato per il sito industriale ex EniChem di Pisticci.

11) - Con le relazioni riportate ai punti 11 e 12, si evidenzia che la problematica dell'esposizione all'amianto ha interessato, non solo il sito ex EniChem di Pisticci Scalo, ma anche altre realtà produttive dell'Asse basso Basento.

12) - Come sopra.

13) -Aiea Vba,  alla luce di quanto evidenziato nei tanti documenti su riportatati, pone una domanda :

 

 Come mai studi epidemiologici, come quello del Monaldi di Napoli, che il Responsabile dr. Gerardo Ciannella ha messo a dispozione della nostra Associazione VBA, dimostrano che le popolazioni vicine ad una discarica possano contrarre neoplasie maligne (mesotelioma pleurico che è  95÷100% amianto-dipendente) e la Contarp-Inail, per i lavoratori degli impianti di produzione di Pisticci, privi di idonei sistemi di sicurezza, crea  tante difficoltà al riconoscimento dell' esposizione alle fibre cancerogene di amianto ai lavoratori che hanno lavorato  inconsciamente per oltre dieci  anni e senza protezioni individuali (DPI), in un ambiente di lavoro contaminato e manipolando  manufatti in fibra di amianto  ? ”.

 

14) - Durante il Convegno “Amianto e questione ambientale” tenuto nel Salone di rappresentanza della Provincia di Taranto il 18 aprile 2009, il Prof. Raffaele MOLININI, Direttore U.O. Medicina del lavoro Policlinico di Bari, ha evidenziato che studi epidemiologici effettuati dall'Unità Ospedaliera su centinaia di casi di neoplasie plastiche concernenti  l'apparato urinario riconducono all'esposizione di fibre cancerogene di amianto.

15) - INAIL  Rapporto  Annuale  Regionale, consuntivo al 2004 “; di seguito si riportano alcune citazioni del rapporto annuale in oggetto :

  • Si dichiara, a pag. 44 (paragrafi 4 e 6) che «analizzando i dati forniti dalla Sovrintendenza medica regionale Inail Basilicata si ha la conferma che il numero di patologie denunciate in regione nell’ultimo triennio è in costante calo .

      Infatti, da 184 M.P. denunciate nel 2003 si passa a 163 nel 2004, ed il trend del 2005 tende ancora a diminuire.

      I risultati del follow up degli ultimi tre anni hanno documentato una elevata prevalenza di sordità da rumore, di deficit ostruttivi della funzione respiratoria, di malattie a carico dell'apparato locomotore (in particolare della colonna e degli arti superiori) e di dermatiti da contatto, ed un incremento delle neoplasie.

      Dall'esame dei suddetti dati si rileva, inoltre, che in Basilicata stiamo assistendo all'intensificarsi delle patologie di natura neoplastica (carcinomi, tumori e neoplasie di origine occupazionale, leucemie, etc..), spesso a genesi multifattoriale, anche  se le denunce per patologie asbestiche o asbesto correlate  sono in diminuzione .

·        A pag.  45 si legge il dettaglio delle patologie denunciate all'INAIL in Basilicata dal 2003 ad      Agosto 2005, secondo i raggruppamenti ASL regionali.

  • A pag. 47 si afferma : “...il professionista Contarp effettua l’analisi dei processi produttivi, delle lavorazioni  svolte, dei  materiali e macchinari  usati, dell’organizzazione dei  lavori e dell’esposizione al rischio (anche mediante sopralluoghi e accertamenti presso le aziende), apportando un notevole contributo di informazioni e conoscenze specialistiche indispensabili per il centro medico legale di sede.).

 

L'Aiea Vba evidenzia che la Direzione Centrale Pensioni, in contemplazione delle disposizioni del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale e di concert con il Ministero delle Finanze, ha conferito con la circolare n. 304 del 15 dicembre 1995 all'INAIL ed al suo tecnico la CONT.A.R.P. quanto segue :

 Esprimere un parere, che ”fotografi”, in sintesi, la situazione ambientale dell'azienda in base a come si è sviluppata negli anni, individuando analiticamente i reparti e/o gli ambienti di lavoro, le attività e le mansioni a rischio di esposizione all'amianto ed i relativi limiti temporali.”.

 

  • Dal prospetto “Neoplasie denunciate (per Regione) riportato a pag.  55, è possibile constatare che la Basilicata è terzultima con 33 casi (totale del periodo 1994-2002), dopo il Molise con 30 casi e la Valle D’Aosta con 6“.
  • il commento dei funzionari Inail che hanno elaborato il Report è il seguente : “I dati dimostrano senza alcun dubbio che in Basilicata vi è una sottostima delle neoplasie professionali, con ogni probabilità da collegare da mancata denuncia all'INAIL.

      La rilevanza della morbi-mortalità occupazionale per l'epidemiologia lucana non ha bisogno di ulteriori       argomentazioni, se non quella dell'urgente implementazione di un sistema di sorveglianza “ad hoc”  in            una regiona che presenta nuove realtà lavorative e di conseguenza  nuovi rischi occupazionali ed       ambientali.

      Negli ultimi dieci anni in Basilicata si è verificato un mutamento radicale e rapido delle attività    economiche, caratterizzato soprattutto dala creazione del polo automobilistico a Melfi e dell'attivazione   di un importante centro di estrazione idrocarburi nella Val d'Agri (oltre all'industria del salotto e della chimica) e con la prospettiva, inoltre, di un uleriore sviluppo di altri settori (trasporti, turismo, servizi     diversificati in un processo di terziarizzazione).

      Sia in questo specifico contesto, sia ritornando, comunque ad un discorso generale, si colloca la        necessità do sviluppare un sistema integrato di sorveglianza epidemiologica delle M.P., che a partire    dalla statistiche possa svilupparsi nelle strutture sanitarie;. ...etc”. 

  • A pag.  56 i Funzionari Inail concludono scrivendo : “Chiave di svolta di questa rinnovata attenzione del decisore politico è stata la completa rielaborazione e l'ampliamento di portata dell'art. 139 T.U.: il D.M. Del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali del 27 aprile 2004 (in G.U. 134 /2004).

            Con esso si aggiorna l'elenco delle malattie di cui all'art.. 139 TU-proposto dalla Commissione             scientifica all'uopo istituita ai sensi dell'art. 10 del D.Lgs. 38 /2000 – per le quali è sancito l'obbligo per     ogni  medico  , che ne riconosca l'esistenza, di effettuare la denuncia alle Direzioni Provinciali del       Lavoro e/o alle Aziende Sanitarie Locali, nonché, ai sensi di quanto disposto dal citato art. 10,    all'INAIL.

            Detta denuncia / segnalazione, a differenza di quella prevista dall'art. 53 a scopi indennitari, ha finalità             epidemiologiche, ispettive e prevenzionali.

            Il Decreto, con l'elenco allegato, è disponibile sulla rete internet (hhp://www.inail.it/basilicata/link.htm).

            Il Decreto consente – ai sensi dell'art. 10, comma 5 D.Lgs. 38 /2000 – di avviare l'impianto, presso la   banca dati Inail, del “Registro nazionale delle malattie causate dal lavoro, ovvero, ad esso correlate”,       alimentato dalle denunce / segnalazioni di cui sopra.

            Da esso, Registro,  si estrapolano liste relative ai tumori professionali.

 

L'Aiea Vba  evidenzia  : Nel Convegno “Amianto e questione ambientale”, tenutosi a Taranto il 18 Aprile, il dr. Vito Totire, Funzionario ASL di Bologna, dichiarava, tra l'altro, nel suo intervento che il Dipartimento Sanitario Regione Toscana ha elaborato un programma finalizzato alla Gestione ottimale di tutti i parametri richiamati nel Registro nazionale delle malattie causate dal lavoro per mettere nelle condizioni ogni medico di individuare una eventuale patologia di un proprio paziente secondo livelli progressivi di certezza ed attribuibilità.

Questo programma, realizzato nel 2005, sarebbe venisse operativo da tutta la comunità medica nazionale nell'interesse della salute del cittadino.

 

L'Aiea nazionale evidenzia, dopo attenta analisi del comportamento della CONT.A.R.P. concernente la certificazione utile al riconoscimento dei benefici previdenziali dei lavoratori ex esposti, secondo il mandato Ministeriale e, registrando che detto riconoscimento viene respinto alla maggior parte dei lavoratori ex esposti che inoltrano le domande, ritiene che il comportamento si avvicini più ad un atto ragioneristico che ad un atto periziale; pertanto si osa avanzare l'ipotesi di trasferire il mandato Ministeriale dall'I.N.A.I.L. alle A.S.L., anche, perchè si ritiene che le ASL abbiano competenze più pertinenti al principio della tutela della salute del cittadino. 

 

16) - INAIL “Rapporto  Annuale  Regionale, consuntivo  al  2007 “

      Il rapporta annuale regionale INAIL, dà una aggregazione generale dei dati di tutte le malattie professionali.

      Manca però il dettaglio, così come è stato esplicitato nel Report  consuntivo 2004.  

17) - L'Aiea Vba, ha elaborato alcuni prospetti  che riportano tutti i dati ufficiali delle M.P., evidenziati nei     Report Inail 2004 e 2007 ed, ha ricavato gli incrementi progressivi annuali M.P. regionali evidenziando             tramite rappresentazione grafica che la Regione Basilicata è la Regione che, attualmente, ha il più alto      incremento percentuale di patologie  riconducibili a M.P., (pag. 19 a-b-c-d-e-f).

 

       Ciò conferma quanto riportato nell'articolo, estratto pag. 10, della Gazzetta del Mezzogiono del 24 gennaio 2009, ( pag. 19 g ).

 

 18) - L'Aiea Vba, così come prende atto dell'ottimo lavoro profuso, nel redigere il  Report n. 7 relativo al   2007, elaborato dal Re.Na.M. Cor Regione Lombardia, chiede al RE.NA.M. Cor Basilicata di       conoscere l'equivalente Report, nella consapevolezza che il Renam Cor Basilicata, nato con          l'istituzione del Registro Nazionale dei Mesoteliomi (ai sensi del D.Lgs. 277 /1991 e D.P.C.M. del             10.12.2002, n. 308), ha maturato una notevole esperienza, anche, sulle conseguenze generate dalla        Tremolite lucana (amianto verde) emersa in seguito al terremoto con epicentro nell'Apennino        Lucano del 1980,  tale esperienza, unica  a livello nazionale, è stata estesa persino sugli animali.

19) -  L'Aiea Vba chiede: perchè i protocolli sanitari : CVM Chimica Ferrandina del 2000 ed il successivo   del 2006, non prevedono, così come riporta l'art. 29, comma 4, del D.Lgs. 277 /1991, l'avvio dei lavoratori ex esposti a sorveglianza sanitaria preventiva ?.

20) - Come sopra.

21)   - L'Aiea Vba chiede: “Perchè il Dipartimento Sanitario Regione Basilicata, nonostante quanto emerso   tra i lavoratori ex esposti dell sito industriale di Pisticci, continua a ritardare la decretazione del    protocollo che il Gruppo           di lavoro per la tutela dei diritti dei lavoratori esposti all'amianto ha sollecitato             inoltrando una propria proposta in data 15 dicembre 2008” ?.

 

 

22) - Solo tra i dipendenti diretti della ex EniChem di Pisticci, abbiano contratto patologi tumorali oltre 137       persone  rispetto ad una forza lavoro massima 3000 persone (elenco provvisorio, ottenuto con il       passa parola tra i lavoratorii) e, purtroppo, oltre 106 compagni  hanno avuto la premorienza; nel           reparto Polimerizzazione / Fibra Poliammidica  è venuta a mancare ca. il 25% della forza lavoro          massima che ha prestasto servizio, nel reparto Polimerizzazione Poliestere hanno avuto la            premorienza 4 addetti caldaie su un totale di  6 addetti.

 

Considerando che, tra dipendenti diretti dell'ex EniChem e le maestranze dell'indotto, nello stabilimento di Pisticci Scalo hanno prestato la loro opera ca. 5000 persone , è spaventoso ipotizzare quali potrebbero essere le proiezioni delle possibili conseguenze generate dall'utilizzo di sostanze ad effetti cancerogenici come le fibre di amianto.

 

 

Denunce

 

      Omissione della Contarp-Inail, la quale nonostante la comunicazione Enichem del 1998 e le richieste       inoltrate dai lavoratori nel 2001, non ha fatto visite ispettive atte a verificare la reale presenza di            manufatti in amianto negli impianti di produzione, contravvenendo al mandato assegnatole dal             Ministero del lavoro.

  • Nel reparto PAM /POL (Impianto fibra Poliammidica), per patologie tumorali, sono deceduti il 25 % dei lavoratori che hanno prestato servizio nel reparto stesso.
  • Nel reparto TER /POL (Impianto fibra Poliestere), hanno avuto la premorienza 4 addetti alle caldaie su una rotazione in turno-settimanale di sei persone.
  • Molti lavoratori dell’officina centrale sono deceduti per patologie tumorali amianto-dipendenti ed, esposti all’amianto proprio per gli interventi di manutenzione programmati : nella Centrale Termoelettrica, nell'impianto Metanolo, nell'impianto Acrilico e Metilacrilato, ma, soprattutto, nelle fermate fredde degli impianti di Polimerizzazione Fibra Poliammidica ed in particolare nell'impianto di Polimerizzazione Poliestere, dove le fermate, per ognuna delle tre linee di produzione, duravano ca. 60÷70 gg solari.
  • Queste persone hanno avuto il riconoscimento solo dopo presentazione di diagnosi medica o dopo l’accordo con le parti sociali di fine 2005. In precedenza le loro richieste erano state respinte dalla Contarp-Inail. Molti di questi lavoratori, purtroppo, hanno avuto la premorienza e tanti altri hanno contratto invalidanze molto gravi.

 

      Quanti di questi lavoratori  avrebbero  potuto avere la possibilità di allungare la loro vita se fossero state fatte le  ispezioni  così  come  previsto  dalla Legge  ?.

 

 

Alla luce di quanto sopra,

 

             L'Aiea Vba che coordina anche la vertenza amianto dei lavoratori ex esposti dello Stabilimento di       Ottana   (NU), lo stabilimento di Ottana è andato in produzione ca. 12 anni dopo quello di Pisticci ed il           picco di patologie tumorali forse ancora non è emerso così come si sta verificando tra i     lavoratori ex     esposti di Pisticci.

 

Chiede  alla Regione  Sardegna :

 

  • Che le forze sociali e le Istituzioni interessate alla materia si attivino per definire un protocollo di sorveglianza sanitaria per prevenire e individuare eventuali patologie tra i lavoratori dell’ex Enichem dello stabilimento di Ottana, equivalente  a molte produzioni dello stabilimento di Pisticci.

 

  • Che si attivi un protocollo sanitario che preveda l'avvio di tutti i lavoratori ex esposti dello stabilimento di Ottana, come da libro matricola, e dei lavoratori delle ditte ausiliarie tutte,  che hanno operato di supporto allo stesso stabilimento , in modo che si possa dare qualche speranza in più di vita alle persone che potrebbero contrarre, nel prossimo futuro, patologie tumorali e non saperlo tardivamente, come accaduto per Giannino Moro, ex responsabile del chimico di Ottana, che ha avuto la premorienza per mesotelioma pleurico nel gennaio 2006, certificato dall’oncologico di Cagliari (un caso che ha ufficialmente aperto il data base del Re.na.m della Sardegna), confermato dal referto degli ospedali civili di Brescia e, che l’INAIL di Cagliari non vuole ancora riconoscere, costringendo i familiari ad aprire un’azione legale.

 

L'A.i.e.a Vba sta dando un contributo alle rivendicazioni inoltrate da  Gianfranco Moro, figlio di Giovannino, e da sua moglie Gisella, con documentazioni tecniche e legislative inerenti alla causa e con documentazione, testimoniale dei colleghi di Pisticci che hanno contratto la stessa patologia tumorale ed hanno avuto  il giusto riconoscimento dall’Inail.

 

Chiede  alla Regione  Basilicata :

 

  • di promuovere un’indagine atta a far emergere le reali conseguenze generate dall’utilizzo scellerato di manufatti in fibre di amianto cancerogene, senza protezioni idonee ed impianti di sicurezza che avrebbero potuto impedirne la saturazione nell’ambiente.

 

  • che  sia parte attiva per il riconoscimento dei benefici previdenziali per tanti lavoratori ex esposti e di essere vicina alle numerose famiglie che hanno dovuto subire questa immane tragedia e, ci aiuti a concrettizzare per loro i benefici che lo Stato italiano prevede per le morti bianche.

 

 

L'Aiea Vba ha dato molto risalto al sito industriale ex EniChem di Pisticci Scalo, perchè di questo ad oggi si conoscono sufficienti dettagli per rendere visibile e sostenibile la richiesta di un Atto di Indirizzo Ministeriale. Quanto sopra esposto vale per tutti i siti industriali della Val Basento, le cui peculiarità sono state descritte nel documento “ I siti industriali della Val Basento”, reso noto a Taranto, il 18 aprile 2009, nel “Convegno Amianto e Questione Ambientale”.

Siti industriali, anche essi,  interessati alla presenza  di sostanze che hanno avuto un probabile effetto cancerogeno come le “Fibre di Amianto” e che avrebbero e potrebbero ancora oggi generare Malattie Professionali, come da elenco per le quali è obbligatoria la denuncia, ai sensi e per gli effetti dell'art. n. 139 del T.U., approvato con decreto del Presidente della Repubblica il 30 giugno 1965, n. 1124 e, successive integrazioni e modificazioni. ( G.U. n. 134 del 10 giugno  2004 )

 

 

Documento tecnico, “ Aiea Vba  “, utile a istruire la richiesta da inoltrare al Ministero del Lavoro e delle  Politiche    Sociali per l'attuazione, anche, per lo stabilimento ex EniChem di Pisticci Scalo, di un Atto di Indirizzo Ministeriale.           

 

 

Relatori :          MURGIA Mario (Presidente Aiea Vba), REGINA Rocco (Segretario Aiea Vba),                                      ANDRISANI Michele (Socio effettivo Aiea Vba)

 

L'autore del presente documento è MARIO MURGIA dell'AIEA VBA

( e-mail murgia_m@yahoo.it )

 

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